sabato 12 gennaio 2013

Lo sviluppo del linguaggio nel Metodo Montessori

Lo sviluppo del linguaggio nel Metodo Montessori!

Questo articolo mi è parso molto interessante perchè rimarca il fatto che il bambino deve usare anche il corpo per imparare..e noi di Colleincanto, con semplicità e con umiltà vogliamo aggiungere un piccolo tassello allo sviluppo dei nostri bambini.
 
Questo articolo è stato scritto da Claudia Casisa, una ragazza laureata in Scienze della formazione primaria presso l'Università di Macerata che si sta specializzando nel metodo Montessori. Leggendo scoprirai cosa pensava Maria sull'acquisizione del linguaggio, le tappe del suo sviluppo, i meccanismi della scrittura, la preparazione al linguaggio grafico e alla scrittura! Grazie Claudia per aver condiviso con noi i tuoi studi!

LO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO NEL METODO MONTESSORI 

Nel bambino il processo d’apprendimento è inconscio e avviene attraverso l’assorbimento di tutto quello che è presente nell’ambiente. Maria Montessori elabora il concetto di mente assorbenete, che permette al bambino di assimilare ciò che è esterno a sé e poi di conoscere quanto ha accumulato nella cosiddetta MNEME (termine di Percy Nunn per indicare quella memoria vitale, superiore, che non ricorda coscientemente). Egli, a differenza dell’adulto, incarna in sé tutte le cose che vede e che sente ma non le ricorda. Per esempio, nel linguaggio non ricorda i suoni, li assorbe e poi li pronuncia perfettamente. I grandi, poi, acquisiscono le conoscenze con l’intelligenza, invece i piccoli con la loro vita psichica.

Su questo piano Maria Montessori ha formulato il concetto di nebula, intesa come una misteriosa potenzialità strettamente legata a periodi sensitivi (scoperti per primo da De Varies). La nebula del linguaggio non possiede le forme particolari del linguaggio, ma offre la possibilità di costruirne uno attraverso il processo inconscio d’apprendimento. Ogni acquisizione è fatta facilmente se avviene nel corrispondente periodo sensitivo, altrimenti essa sarà ottenuta con sforzi e fatiche.

Dalla nebula del linguaggio, il bambino riceve stimoli e direttive per creare in se stesso il linguaggio materno che è peculiare al suo ambiente e che egli assorbe secondo determinate leggi. 

Grazie alle energie nebulari del linguaggio il bambino diviene capace di distinguere i suoni del linguaggio parlato dagli altri suoni e rumori che gli giungono dal suo ambiente. 

“Il bambino è dunque chiaro, non eredita un prestabilito modello di linguaggio, ma la possibilità di costruirne uno attraverso un’inconscia attività di assorbimento” (Maria Montessori “La mente del bambino”).



TAPPE DELLO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO 

Nei primi sei mesi di vita il bambino pone attenzione al movimento delle labbra dell’adulto che gli parla, inoltre egli sembra rispondere sorridendo, agitando braccia e gambe in segno di piacere . Il bambino inizia a scoprire la sua voce che si manifesta attraverso vagiti, gorgoglii e strilli. 

Verso i sei mesi il bambino produce i primi suoni sillabici ( ma, ba….)che continuerà a pronunciare per un certo periodo.

Verso i dieci mesi il bambino inizia a capire che quei suoni emessi dall’adulto sono rivolti a lui per uno scopo.

Ad un anno di età le prime parole che il bambino pronuncia sono del tutto intenzionali, egli non è ancora in grado di pronunciare bene tutti i suoni, ma balbetta, e quel suo balbettio adesso ha uno scopo: il bambino sviluppa un’intelligenza cosciente. In questo momento la mente del bambino è ricca di idee ma egli ha la consapevolezza di non essere in grado di comunicarle adeguatamente. In questo periodo delicato l’adulto deve aiutarlo parlandogli con un linguaggio chiaro, esatto, senza imitare quei balbettii da lui utilizzati. Non c’è ragione quindi che noi ci rivolgiamo a lui con un linguaggio scorretto poiché egli raggiunge da sé la conoscenza dei nessi grammaticali. A circa un anno e mezzo scopre che tutte le cose hanno un nome e può comunicare con il mondo. La conquista del linguaggio e la possibilità di comunicare con gli altri rappresentano un passo fondamentale sulla via dell’indipendenza. 

In questo periodo, vi è una notevole sproporzione fra l’attività interiore e le possibilità di espressione esterna. Risulta ancora che non esiste un regolare sviluppo lineare ma uno sviluppo a sbalzi. 

Alla fine del secondo anno di età, avviene un improvvisa esplosione di parole, tutte pronunciate alla perfezione, che sono disposte in un determinato ordine. Dopo i due anni le frasi diventano sempre più complesse. Il bambino svolge questo lavoro come guidato da un maestro interiore con gradualità e logica.

Quindi possiamo affermare che a tre anni in genere tutti hanno un linguaggio completo. Dai tre ai sei anni il bambino apprende un gran numero di parole e perfeziona la composizione della frase. 




IL MECCANISMO DELLA SCRITTURA: Dal momento che lo scrivere è opera della civilizzazione, questa abilità si acquisisce dietro un insegnamento e tutti sappiamo che il primo scoglio della scuola è il leggere e scrivere e M. M. dopo uno studio approfondito, giunge alla conclusione di considerare la scrittura in se stessa, analizzandola nei suoi fattori e cercando di separare questi, in esercizi indipendenti, che possono essere adatti a età diverse e perciò distribuiti secondo le possibilità naturali del bambino. La scrittura è un atto complesso che bisogna analizzare Esso ha una parte che si riferisce ai meccanismi motori e un’altra che rappresenta un lavoro vero e proprio dell’intelligenza. Tra i movimenti si distinguono in due gruppi principali: il movimento relativo a mantenere in maniera adeguata lo strumento per scrivere e l’altro necessario a tracciare la forma di ogni singola lettera dell’alfabeto, quindi consideriamo i due gruppi di movimenti : primo quello che si riferisce alla tenuta della penna che deve essere afferrata con una prensione digitale e si muove dall’alto verso il basso Nell’età infantile si fissano i “meccanismi motori” M: M. scrive “ in quella età i meccanismi motori sono nel loro “periodo sensitivo”; essi sono in moto per obbedire agli ordini occulti della natura. Il b. cioè prova, in ogni sforzo motore, la gioiosa soddisfazione di rispondere a un bisogno della vita. E’ necessario cercare in quale età i meccanismi della scrittura sono pronti a stabilirsi: essi allora si stabiliranno “senza sforzo”- “naturalmente”-procurando piacere e accrescimento di energie vitali.( La scoperta)


Per aiutare lo stabilirsi della scrittura bisogna sviluppare separatamente tutti i movimenti che vi concorrono facendo si che ogni età, ciascuna con le sue capacità, abbia la possibilità di esercitare i movimenti necessari a costruire quel meccanismo complesso e difficile.


Il bambino che scrive deve saper tenere in maniera adeguata lo strumento che serve per tracciare i segni, a cui deve concorrere l’opera della mano che deve essere leggera, ferma e Il polso deve essere sciolto.

Dobbiamo considerare tutte le difficoltà che esistono nella scrittura, per cui si deve tener presente che il bambino:
- deve analizzare i suoni delle parole
- conoscere i segni corrispondenti 
- saper tracciare questi segni 

Ogni volta che noi scriviamo: esprimiamo un pensiero, scriviamo questo pensiero ortograficamente, usiamo lo strumento della scrittura.

Dobbiamo preparare la mano del b. all’uso dello strumento di scrittura, ma nello stesso tempo dovremo aiutare la sua mente nella conoscenza delle lettere dell’alfabeto e nella composizione delle parole.

Alla luce del fatto che il linguaggio grafico è stata una grande conquista M. M. sostiene che bisogna offrire tale conquista in maniera elevata,sintetica chiara e grandiosa.


AIUTI ALLO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO GRAFICO: Preparazione indiretta del linguaggio grafico:“I veri “caratteri motori” collegati con l’intelligenza sono il linguaggio e l’attività della mano a servizio dell’intelligenza per realizzare il lavoro. La mano è quell’organo fine e completo nella sua struttura, che permette all’intelligenza non solo di manifestarsi, ma di entrare in rapporti speciali con l’ambiente: l’uomo, si può dire, “prende possesso dell’ambiente con la mano” e la trasforma sulla guida dell’intelligenza, compiendo così la sua missione nel quadro dell’universo” (il segreto dell’infanzia pag 108).

“…Negli esercizi dei sensi, che si accompagnano a fini movimenti della mano e che interessano tanto il bambino da trattenerlo in una indefinita ripetizione degli stessi atti, troveremo il tempo psicologico e i mezzi esterni che sono adatti appunto a una lontana preparazione dei meccanismi della scrittura.” (La scoperta del bambino, pag.224)

“Questa preparazione così remota e indiretta è una preparazione della mano, a scrivere, non è una preparazione della scrittura; e le due preparazioni non si devono confondere tra loro”. (La scoperta del bambino pag.226 )

Per attuare la preparazione indiretta della mano alla scrittura concorrono gli esercizi di vita pratica e gli esercizi svolti con il materiale sensoriale.

Per esercitare la prensione digitale

Travasare i semi 

Avvitare e svitare

Cestino delle mollette

Incastri solidi

Spolette colorate


Per acquisire la capacità di avere la mano leggera 

Le tavolette del tatto

Incastri piani 

La mano deve essere ferma 

Incastri geometrici piani


Tutti quegli esercizi che presentono un movimento intenzionale 

Per la scioltezza del polso

Le scatola dei rumori 

I campanelli 


Per l’apprendimento del senso della scrittura da sinistra verso destra 

Lavare il tavolo (sciacquare)

Spazzolare il tappeto

La disposizione di tutto il materiale che viene posto partendo da sinistra andando verso destra

Per apprendere il movimento antiorario necessario per tracciare i grafemi

Ruotare in maniera antioraria il vassoio 

Lavare il tavolo (insaponare) 

Asciugare il tavolo


Preparazione diretta alla scrittura

Si effettua tramite:

Il disegno realizzato con gli incastri di ferro;

Il tocco delle lettere smerigliate;

La composizione delle parole con l’alfabeto mobile.

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